FRANZACURTA
In Franzacurta Sebino e Valcamonica Settembre ottobre 2003

......ci soffermiamo ad Iseo attirati da una pittrice “elegante” per eccellenza: Paola Bonomelli. Qui ci distogliamo dai quadri lacustri, dai paesaggi a noi bresciani tanto cari e famigliari, e ci immergiamo in figure “straniere” a prima vista, che ci riportano in modo più psicologico che reale, fatto di pensieri, emozioni, stati d’animo e questi leggeri ed impalpabili stimoli diventano forme sinuose che a volte si colorano, nei vestiti delle donne ritratte e che poi ritornano nel buio e nell’ombra del nero bitume usato da Paola per riportarle dentro di se i colori accesi in contrasto con le ombre, fanno sbocciare una bellezza imponente all’interno del quadro, che non ha bisogno di altri mezzi per innondarci: infatti nei suoi quadri non vi è un affollamento di soggetti e di stimoli visivi, ma con dolcezza e pienezza nello stesso tempo, la semplice bellezza della singola figura maschile o femminile essa sia, arriva a noi e ci trascina....

Particolari semplici come le mani, il viso, il movimento di un busto diventano eventi ricchissimi e saturi di pathos, portatori di una espressività allarmante: esempio lampante ne è “l’omaggio a Klimt” in cui anche la preziosità del vestito aiuta questa carica emotiva. L’eleganza del disegno della nostra pittrice però impedisce sempre che vi sia un dissidio tra impianto naturalistico e decorazione rendendo il risultato semplicemente naturale.

Questa semplicità ritorna anche nei materiali su cui vengono impresse queste figure, prevalentemente legno e tavole di compensato, come a significare che queste emozioni figurative e pittoriche hanno bisogno di un materiale molto più concreto della tela per arrivare fino a noi......legno che piano, piano, si fonde con la interiorità del quadro e traina il soggetto stesso verso una bellezza veritiera che sfocia noll’esteriorità delle vene del legno che si confondono con i colori acrilici o ad olio usati da Paola.

Ma non solo: da vera sperimentatrice è sempre alla scoperta di nuovi materiali da rendere “vivi” nelle sue opere, come il silicone, le cere, il metello etc. Parlando di lei ci siamo resi conto di poterla considerare una vera “alchimista” della pittura, in quanto attraverso la realtà dei quadri, le torsioni dei corpi e le espressioni dei volti e quindi la realtà visiva, è riuscita a trasformare i suoi “fantasmi inconsci” e molto probabilmente anche i nostri.

Mauro Marini

Paola Bonomelli Studio Arte - In Franzacurta Sebino e Valcamonica Settembre ottobre 2003